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Description

"L'idea che mi sono fatto viaggiando è che nessuno sa come vanno le cose davvero, la realtà sociopolitica delle città e delle loro comunità è alimentata soltanto da apatia e istinto di conservazione."

"Penso che voler essere nel giusto sia una forma di pregiudizio. Non sto cercando di provare nulla e sono troppo misantropo per voler modificare la percezione che la gente ha del mondo."

Queste e altre massime nere fanno il pensiero di Philip-Lorca diCorcia, autore di una street photography capovolta, dove all'urgenza dell'istantanea si sostituisce l'immobilità del quadro. In diCorcia si incontrano la vita di strada e la messa in scena sofisticata, Nan Goldin e Jeff Wall, lo squallido e la sofisticazione. Miscelazioni complesse e rischiose con cui scendiamo sempre più a fondo nel rabbit hole dello stile falsario, dove i flash nascosti agli angoli delle strade scattano come trappole per catturare il fantasma della vita interiore.