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IN QUESTO IL FIGLIO È GLORIFICATO

Commento al Vangelo secondo Giovanni,
cap. 12, 20 - 33

- Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito -.

Nel Vangelo di Giovanni è proprio nel dialogo tra Gesù e il Padre e tra Gesù e i suoi che Gesù diventa consapevole che è giunta l’ora dell’abbandono.
Questa consapevolezza non gli fu imposta, gli fu proposta dal Padre.
E Gesù essendo figlio, quando capì che questa ora era arrivata, dice santa Caterina da Siena “Corse sulla via della Croce”.

Ed è proprio questa adesione filiale che possiamo dire è il miracolo della nuova alleanza, è il segno dell’«alleanza nuova» scritta nel nostro cuore, la conoscenza del Signore di cui parla Geremia:
-: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo - .

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»
Ma di che frutto sta parlando Gesù?
Il molto frutto sono tutte le persone che crederanno in lui.
Gesù vince la paura del Getsemani perché vede il frutto davanti a sé, vede tutti i popoli che stanno per entrare nella nuova ed eterna alleanza, noi compresi.
Fare un atto d’amore ha sempre un destinatario, il destinatario di Gesù era la sua Chiesa, siamo noi, le nostre comunità, le nostre famiglie, le nostre vite, Gesù muore perché così aprirà una vita nuova a noi tutti.

Il Figlio glorifica il Padre dicendogli mi rimetto alla tua Volontà, e così il Padre glorifica il Figlio.
Ed è questa la comunione tra il Padre e il Figlio a cui siamo chiamati tutti noi, è la nostra gioia e il nostro tesoro.
«Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà» ed in questo il Figlio sarà glorificato.