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Commento al Vangelo secondo Marco,
cap. 4, 35-41

Che cos’è la prova nella vita del Cristiano?
La prova avviene quando ad un certo punto, il nostro mondo coi suoi grandi punti di riferimento, i grandi affetti e le sue grandi certezze comincia a tremare e noi ci sentiamo esposti, sguarniti senza più risorse a cui attingere e aggrapparci.
È un momento necessario perché ogni cristiano approdi alla fede.

Nella prova noi sperimentiamo nello spazio interiore del nostro cuore, due poli di attrazione che sono la fede e la paura, e all’aumentare dell’uno l’altro diminuisce e viceversa.
E’ decisivo con quale dei due poli facciamo alleanza interiormente, più del nostro darci da fare o del nostro arrenderci:
se col vento della paura che sconvolge tutto,
oppure con l’altra riva della fede, che anche se debolissima e piccolissima, pur ci consentirà di assumere uno sguardo nuovo e più profondo che prima nemmeno potevamo immaginare.

- Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva -
È l’immagine bellissima di un Figlio che si abbandona al Padre, e si abbandona adesso nel mare in tempesta e si abbandonerà anche sulla Croce.
Per Gesù è una attitudine interiore che porta sempre con sé e che ci vuole insegnare.
E così è per l’uomo abbandonato a Dio che sa che poiché è figlio, il Padre gli darà quello che sarà necessario.

La verità del nostro essere discepoli durante la prova, è mostrata da questa attitudine profonda di abbandono in quella fede che ha attraversato la nostra carne e la nostra fragilità fino a portarci all'altra riva, anziché attivare vie di fuga di una fede cerebrale e da catechismo.

L’altra riva della fede è anche la riva dell’Eternità, ma non la riva dell’Eternità dopo la morte, in un futuro, ma nel presente che noi oggi sappiamo vivere alla luce del tempo di Dio, della pedagogia di Dio, dello sguardo di Dio.