Commento al vangelo secondo Marco,
cap.10, v. 2-16
«Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio».
Cosa significa diventare bambini?
L’adulto si sente interpellato a fare qualcosa verso quelle persone che prima si sono prese cura di lui, a cominciare dal Signore, poi dai genitori, dai maestri, dai catechisti, anche dalle persone più umili che hanno insegnato tante cose, non per forza parole o non per forza con parole altisonanti.
Per il Cristiano questa restituzione è un servizio nel segno della gratitudine, perché può restituire solo i Doni che il Signore gli ha dato in anticipo e che in forza della sua potenza e Gloria, possono moltiplicarsi e lui si attende da noi questa trasformazione.
E questa è la maniera più spedita, più veloce e più sicura per entrare nel Regno.
Il problema si affaccia quando il nostro amor proprio ci convince dei meriti personali del bene che facciamo e l’anima taglia il legame con il proprio Creatore, anche se esteriormente continua magari nella frequentazione dei sacramenti.
L’altro è uno che può rubarmi la scena e inizierà una preoccupazione strisciante che, seppur in maniera educatissima, mi farà elaborare delle strategie per schiacciarlo anziché per farlo crescere.
L’adulto preoccupato della sua immagine è perennemente altrove e quindi è una persona in realtà, triste, lontana dalla vita.
Chi invece è abituato ad entrare in contatto con la propria piccolezza rimane ancorato alla gioia che sente nel vivere il presente, com’è del bambino
In verità vi dico: «Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso
E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva»
E allora che cosa deve fare l’adulto? Ritornare bambino, disimparare a farsi da sé e diventare invece familiare con la propria debolezza e col desiderio di essere accolto nella sua piccolezza:
ecco chi è il bambino del Vangelo che Gesù abbraccia mostrandoci che Dio Padre nostro Creatore, ci ha inviato lui, suo Figlio coeterno, per insegnarci la piccolezza verso di sé e verso gli altri, che ha disimparato a vivere.
Quindi entrare nel Regno come bambini significa sentire la Gioia di affidarsi a colui che ha il potere di bruciare con il suo amore ardente, ogni nostra debolezza, insicurezza, fallimento e renderci capaci di renderci belli come Lui.
#piccolezza #via #bambini #Regno #Doni #versoDio #gesuiti