Commento al vangelo di Marco,
cap. 10, 35-45
I dialoghi del Vangelo di oggi sono l’occasione per Gesù di scavare ancora più a fondo nel cuore dei suoi discepoli, per aiutarli a raggiungere una verità più autentica.
Ed emergono così le loro ambizioni che sono al centro di questa pagina: forse è più nobile chiamarle desideri belli che puntano in alto, cioè desideri che non si lasciano intimorire dalle incognite e dalle difficoltà.
La maniera in cui Dio entra nella nostra vita è proprio nei nostri desideri e cominciamo ad avere un rapporto più intimo con lui quando sono messi in gioco e sentiamo rivolta a noi la domanda di Gesù ai due fratelli “Cosa volete che io faccia per Voi?”
E dobbiamo rispondere non di testa ma più di pancia e forse vincere dei falsi pudori o forse anche tanta confusione che abbiamo dentro.
Il Signore Gesù ci viene incontro e ci chiede “Dimmi qual è il tuo desiderio?”
I nostri desideri non vanno solamente accettati ciecamente ma dobbiamo presentarli al Signore affinché siano confermati, educati e riorientati e così guadagnano in forza e precisione: noi diventiamo persone unificate che sanno dove puntare e orientare la propria forza del cuore.
I nostri talenti, ciò per cui abbiamo lungamente faticato, la professione, la nostra famiglia i nostri studi, la nostra vocazione nella chiesa, i nostri figli, tutte le cose che il Signore ci ha dato hanno un vero valore nel Regno se diventano per noi opportunità di servizio.
E qua si nasconde la trappola del mondo che come un leone, osserva se noi con i doni di Dio facciamo i padroni o i servi :
nel primo caso li useremo per pesare sugli altri e schiacciarli,
nel secondo li metteremo a servizio per sollevare e aiutare l’altro ad emergere con i suoi doni e i suoi desideri del cuore e la sua gioia diventa la nostra gioia.
Camminare con Gesù fino a Gerusalemme nella nostra vita di tutti i giorni, significa scegliere di servire il Signore come servo anziché seguire il mondo come padroni:
in ogni occasione, bella o brutta della nostra giornata, siamo sfidati in questa scelta.
Occorre tanto discernimento e Gesù sulla croce e donato con il suo corpo e il suo sangue in ogni Eucarestia, ci apre gli occhi:
attenzione, guarda i bivi che stai attraversando scegli il servizio, quello autentico, quello del Cuore, quello nascosto e che nessuno nota, ma che ti libera, ti libera per sempre.
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