“Ed ora pensa che l’anima è un albero fatto per amore e che proprio per questo, non può vivere d’altro che di amore"
Il tronco dell’albero è la carità che si nutre dalle radici che affondano nella terra dell’umiltà, e dentro al tronco c’è un midollo che è la pazienza, che permette alla carità di resistere.
La virtù della carità si concepisce in Dio e si sviluppa nell’amore del prossimo.
Ogni amor proprio è l’esatto contrario della carità, io posso amare Dio o posso amare me stesso - questi due amori non possono coesistere nel mio cuore - e faranno crescere spine, oppure i fiori delle virtù.
Santa Caterina ci spiega molto bene il rapporto che c’è tra l’amore in Dio da cui nasce l’amore per il prossimo e viceversa, per l’odio in quanto l’amore e l’odio agiscono come due contrari.
Chi non fa il bene necessariamente fa il male, chi non costruisce con le pietre il ponte, cade nel fiume.
Ma a chi fa danno colui che non fa il bene? Innanzitutto a sé stesso perdendo la grazia che è il danno peggiore per l’Anima.
Santa Caterina ci sollecita: se non possiamo aiutare il prossimo con le parole e con le azioni, lo possiamo fare con la preghiera.
L’ altra virtù altrettanto importante per santa Caterina è l’umiltà: come fa l’anima a respingere la crudeltà, l’odio e lo scandalo verso il prossimo e compiere il passaggio dal vizio alla virtù?
Attraversando la valle dell’umiltà che è la vera conoscenza di sé stessi, perché la verità è l’umiltà e viceversa.
È conoscere di essere abitato da passioni sensitive di orgoglio e ambizione, cioè da un amore sregolato per me stesso che vuole avere la supremazia.
Quindi inizio una lotta contro me stesso e mi sottopongo alla ragione oggettiva e non più all’arbitrio del mio io, per voler servire la legge del Dio Creatore.
Buona preghiera e buona festa di Santa Caterina
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