Con questo insegnamento S.Caterina vuole mostrare all’uomo pellegrino, i gradi di crescita possibile della virtù dell' Amore.
ll Signore può mettere nel nostro cuore un grande desiderio di acquistare l’amore per le virtù e l’odio per i vizi, per farci crescere nella vita ascetica.
“I miei servi tolgono il veleno della sensualità con l’odio del vizio e con l’amore della virtù”:
grazie a questo desiderio che palpita nel loro cuore, i giusti riescono a recidere il veleno della propria sensualità rappresentato dall’attaccamento ai beni terreni e alle cose mondane, ogni bene e ogni cosa trova il suo senso, il suo riposo, nel fine che è Dio e il suo Amore.
Gesù passa attraverso questo mondo, cammina nelle strade polverose della Galilea, chiedendo ospitalità nei villaggi della Samaria che a volte nemmeno lo ricevono, chiedendo da bere all’acqua del pozzo della samaritana, va a Gerusalemme, principalmente presentandosi sempre come un re povero e umiliato, cioè vive un consiglio possiamo dire "nuovo".
Ci sono dei servi che, spinti da questo consiglio di Gesù della povertà evangelica, rinunciano effettivamente al possesso materiale dei beni: costoro giungono a grande perfezione.
Per quei servi che invece posseggono dei beni, il consiglio è di usarli in umiltà, senza
superbia, come se si trattasse di cose in prestito e non di cose proprie perché date in uso dalla sua bontà per aiutarci a servirlo, “amando me sopra ogni cosa e il prossimo come sé stesso”
Solo così l’uomo vive con un cuore ordinato, senza eccessivo amore per i beni e senza nessun attaccamento ad affetti disordinati.
Ecco il grande mistero di seguire Gesù che ci porta a lasciare e a rinunciare ai beni che pure sarebbero legittimi o ad usarli bene, e a vivere la nostra vita in una umile e continua orazione che è la porta che ci apre alla carità comune o addirittura alla carità perfetta:
“va' vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”.
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#santaCaterinadaSiena