Ogni convegno o conferenza che si rispetti si chiude solitamente con un rinfresco, e così abbiamo voluto fare idealmente anche noi per concludere il ciclo di puntate di Così nel mio parlar: l’ultima opera di cui tratteremo basa infatti tutta la sua struttura su una metafora culinaria: il Convivio.
In tutti questi episodi abbiamo imparato a capire quanto l’estro di Dante Alighieri fosse fervido e la sua mente sempre in movimento, proprio come il corpo dal momento dell’esilio: come si spostava continuamente di corte in corte, Dante saltava da un progetto artistico all’altro, mischiando prosa e poesia, volgare e latino, trattatistica e narrativa. Uno di questi progetti che lo impegnano nei primi anni del suo vagabondare è appunto il Convivio, che come il suo coevo De vulgari eloquentia rimarrà poi incompiuto.
A guidarci nella sua scoperta è la voce di Alessio Cotugno, docente di storia della lingua italiana all’Università Ca’ Foscari Venezia.