Prosegue il nostro viaggio nella storia dei giardini.
Quasi mille anni di Medioevo hanno avuto un impatto rilevante sulla nostra percezione delle vita, sul nostro rapporto con la natura e il giardino.
Il medioevo è conosciuto come un'epoca buia, caratterizzata da estrema instabilità, insicurezza e superstizione.
Il sistema feudale aveva relegato la vita entro mura fortificate di monasteri e castelli.
La stessa sorte era toccata ai giardini.
O meglio a quelli che potevano lontanamente ricordare la parvenza di giardino.
Nel medioevo il giardinaggio aveva solo una valenza utilitaristica e produttiva.
Anche se questo non avvenne in altre culture vicine, dove invece il giardinaggio continuò a prosperare, sulle orme delle precedenti civiltà.
Solo con la fine delle invasioni, l'aumento demografico, la ripresa di artigianato e commercio si ricominciò a pensare ai giardini in termini ludici e spirituali.
Un grande contributo arrivò anche dalla ripresa culturale, con i poemi cavallereschi e l'amore cortese.
Ci siamo quasi.
Nel prossimo appuntamento con la storia andremo a trattare il momento più fiorente dei giardini in Italia: il Rinascimento.
Un periodo in cui abbimo fatto scuola, su vari temi, al resto d' Europa.