"C'è una cosa fondamentale che ho capito riguardo a un team, perché tutti commettiamo errori, scrivetelo: tutti commettiamo errori. L'errore non è mai solo un errore, lo dico io. L'errore sta nel modo in cui giustifichiamo l'errore. Non possiamo pensare di non sbagliare, e lo dico perché ho conosciuto Giampaolo Dallara, il mio mentore assoluto. Oggi ha ottantasette anni ed ne aveva ottantadue quando l'ho conosciuto. Giampaolo Dallara è l'unico essere vivente che ha una festa nazionale a lui dedicata, anche se le feste si organizzano in genere per commemorare una persona defunta. Lui è ancora vivo, ha ottantasette anni ed è l'ultimo rimasto della generazione di Ferrari e Lamborghini. Se qualcuno di voi ha visto il film "TV" su Lamborghini, c'è un giovane Giampaolo Dallara che disegna la Mira. Quando ho conosciuto Giampaolo, mi ha detto: "Gianluca, il paradosso di questi tempi è che tutti vogliamo aziende innovative, ma le aziende innovative sono composte da persone innovative, e le persone sono innovative se possono commettere errori. Se nessuno può mai sbagliare, nessuno innova, nessuno migliora. Il punto non è l'errore, ma come si gestisce l'errore. Se non si fa uso dell'errore, rimane solo un errore. Se si fa uso dell'errore, diventa un'esperienza. Oggi, ognuno di voi definisce esperienze cose che inizialmente avete chiamato errori. Il punto non è l'errore, ma come si reagisce ad esso. Quindi, cosa mi insegna Giovanni Guidetti? Mi insegna che la differenza tra i bravi giocatori sta nel modo in cui reagiscono quando commettono errori. Quando un giocatore qualsiasi sbaglia, anche se ha fatto bene per tutta la partita, come dice Obama, è solo una palla." Tratto da www.preparatiatutto.live