Listen

Description

Eppure di ottime scuole di business ne hanno, almeno in base a quello che dicono le classifiche internazionali di eccellenza accademica, con magnifici corsi di strategia e management strategico. Quindi, i casi sono due: o le classifiche sono del tutto inventate, oppure non uno dei loro laureati ha partecipato alla stesura dello NSS, il National Security Strategy of the United States of America. Perché tutto è fuorché una strategia.NSS, pagina 5, definizione: “una “strategia” è un piano concreto e realistico che spiega la connessione essenziale tra fini e mezzi: inizia da una valutazione accurata di ciò che è desiderato e degli strumenti disponibili, o che possono realisticamente essere creati, per raggiungere i risultati desiderati” (traduzione a cura dell’autore).Definizione accettabile solo in parte. In primo luogo l’indispensabile analisi SWOT, ovvero Strenghts and Weaknesses (punti di forza e di debolezza interni) e Opportunities and Threats (opportunità e rischi esterni), è stata svolta solo a metà: sono elencate le capacità interne, ma non viene menzionato l’ambiente esterno.
Poi, la strategia non è sempre un piano concreto. Molti teorici distinguono tra strategia (la logica generale, l’orientamento, o l’approccio) e i piani (sequenza di azioni specifiche e dettagliate). Solo in un approccio limitato si può dire che una strategia è un “piano concreto”.
Non è finita. La strategia enfatizza una logica di azione, spiega come si intende utilizzare le risorse in condizioni di elevata incertezza, mentre nella fattispecie in esame c’è solo un elenco di strumenti.
Infine, la strategia comporta la definizione delle priorità e delle scelte Non si tratta solo di “collegare fini e mezzi”: richiede di fare compromessi e decidere cosa non fare.