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CLASSIC ROCK ON AIR è un programma ideato da Renato Marengo che lo conduce con Marco Testoni. Viene realizzato con la collaborazione della rivista Classic Rock (Sprea Editore) e la Indie Music Like del Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti). In redazione Lorenza Somogyi Bianchi e al montaggio Paolo Tocco. In apertura, per i Grandi classici, in scaletta Babooshka di KATEBUSH, una figura oggi quasi mitica e difficilissima da avvistare, ma che negli anni Ottanta ha sfornato dischi come torte fatte in casa. Gli anni Ottanta sono stati un momento di pura energia per coloro che c’erano e per i molti che non c’erano. Rock, hard rock, heavy metal, big rock, stadium rock, alt-rock, AOR, punk, goth, NWOBHM, pop-rock, rap-rock e altro ancora… Gli anni Ottanta sono stati il decennio che offriva di tutto. L’album di KATE BUSH del 1980 ”NEVER FOREVER” schizzò al n. 1 in Inghilterra grazie al successo di brani come la antimilitarista Army Dreamers e il successo internazionale di ”Babooshka”. Veniamo quindi agli appuntamenti segnalati come ogni settimana da Claudia D’Agnone, nella sua ormai nota rubrica realizzata in collaborazione con Ferrovie del Gargano. Si parte con Parma che promette un weekend ricco di eventi tra il 13 e il 15 ottobre all’interno del ParmaJazz Frontiere Festival. L’ evento apre i battenti il 13 ottobre alla Casa della Musica di Parma con ilsuggestivo interplay del trio NRG BRIDGES che è un progettoa cura dei NovoTono Adalberto e Andrea Ferrari e Gianluigi Trovesi. Il 14 ottobre sempre alla Casa della Musica si esibirà il vincitore del premio Gaslini Daniele Nasi, sax, tenore e soprano con il suo quartetto per poi arrivare alla chiusura del festival il 15 ottobre alle ore 17:00 presso l'Abbazia di Valserena con l’esibizione della Chironomic orchestra, una formazione alla quale il Parmajazz Frontiere lavora da anni con il direttore artistico Roberto Bonati che sarà anche il direttore della Chironomic con il progetto L'incanto del suono. Sempre nel mese di ottobre ad aprire la stagione teatrale del Teatro Trianon di Napoli ci sarà un grande concerto il 14 ottobre per raccogliere i fondi per gli alluvionati di Faenza. L’appuntamento sarà dedicato al musicista napoletano Giovanbattista Cutolo per una serata che vede la direzione artistica di Renato Marengo insieme a Lello Savonardo con la collaborazione del Mei, infatti si esibiranno sul palcoscenico tutti i protagonisti del Napule’s Poweruniti per un fine solidale veramente importante. Non hanno fatto in tempo a concludere il loro tour che già sono di nuovo sul palcoscenico per festeggiare i quarantacinque anni di sodalizio artistico con De André. La PFM torna sul palco per PFM canta De Andrè anniversary. Si parte: il 14 ottobre a Roma al Teatro Brancaccio per poi spostarsi il 27 ottobre a Bassano del grappa al Palabassano; Il 31 ottobre ad Ancona al Teatro delle Muse; il 3 novembre a Milano al Teatro Dal Verme; il 4 novembre al Politeama Rossetti di Trieste; il 6 dicembre a Napoli; l’8 dicembre a Grosseto; il 9 dicembre a La Spezia; il 19 dicembre a Reggio Emilia; il 21 dicembre ad Alessandria. In futuro ci saranno nuove date nel 2024. Torna live anche Edoardo Bennato con un concerto ad alto contenuto di Rock And Blues riproponendo anche tutti i suoi brani più celebri. Un tour nei teatri col titolo LE VIE DEL ROCK SONO INFINITE che apre le porte: a Cremona il 13 ottobre al Teatro Ponchielli per poi continuare il 14 ottobre a Bologna al Teatro Auditorium Manzoni; il 13 novembre a Torino all’Auditorium del Lingotto; il 16 novembre a Bari al Teatro Petruzzelli; il 20 novembre a Catania al Teatro Metropolitan; il 7 dicembre ad Ancona al Teatro delle Muse. Grazie alle Ferrovie del Gargano ci spostiamo da Milano a Foggia dove il mondo accademico incontrerà quello musicale il 12 ottobre in occasione della presentazione del Bootcamp Mab Lab organizzato dall’Università degli studi di Foggia che ha deciso di creare anche un momento aperto a tutta la cittadinanza soprattutto magari ai più giovani il 12 ottobre in Piazza Italia in centro città dalle 18 dove si esibiranno cinque artisti rapper che si alterneranno sul palco per fare della loro musica e dei loro testi un grande manifesto di inclusione. Come brano proposto dal Mei questa settimana in scaletta Persi nelle sere di Samuele Rizzo, in arte Calvisi, un cantautore cosentino nato nell’ultimo anno del vecchio millennio. Il suo sound e la scrittura sono contaminati da influenze molto diverse tra loro. Il brano Persi nelle sere racconta le fragilità di un rapporto di coppia e di come a volte, in una storia, si debba per forza di cose arrivare ad un naturale capolinea per poi capire realmente i propri errori e le rispettive fragilità. Soundtrack City Plus di Marco Testoni e Massimo Privitera questa settimana ospita in occasione del Premio Speciale per i 20 anni diColonneSonore.net Pino Donaggio, in compagnia del suo fedele amico e collaboratore, il compositore Natale Massara, la compositrice e pianista di fama internazionale Isabella Turso e l'editore discografico della Bluebelldisc Andrea Natale che ha stampato in CD l'album della Turso "Omaggio a Donaggio". La scelta della redazione di Classic Rock cade questa settimana su Mare Maje, una delle tracce tratte dall’ultimo album Le grand tour dell’Ensemble Sangineto, un gruppo musicale che già abbiamo conosciuto quest’estate in occasione dei concerti a Folkest e che in questi giorni sarà impegnato in un fittissimo tour di due settimane nell’East Coast degli USA. La band, che è molto apprezzata all’estero, nasce dall’incontro dei tre musicisti Adriano Sangineto, Caterina Sangineto e Jacopo Ventura, accomunati dalla passione per la musica popolare. Un’arpa ritmica e giocosa dall’anima mediterranea, un salterio ad arco che si sgancia dalla connotazione limitante di strumento antico e che esplora tutte le sue potenzialità tecniche e timbriche, una chitarra che passa dal manouche alla rumba, dal flamenco al jazz. La sigla scelta per il mese di ottobre è Chi tene ‘o mare di Pino Daniele.Questo è uno dei grandi successi della prima straordinaria fase della carriera del cantautore: anni che hanno segnato la sua storia e quella della musica italiana. Pubblicata nel suo secondo album del 1979 che porta il suo nome e cognome come titolo, la canzone esprime con poche parole lo stato di molti popoli del sud e, in particolare, quello della sua Napoli. Sebbene non vengano mai citati luoghi del meridione italiano o del mondo, Daniele li rappresenta in una visione poetica. L'orgoglio per quel tesoro naturale è innato in ogni uomo del Sud ed è un vanto per chi non ha altro. Per tale motivo, il cantautore partenopeo accomuna tutte quelle comunità sfruttate e martoriate da sempre sotto l'unica ed immensa bandiera del mare. "Chi tene 'o mare 'o ssaje porta 'na croce" ("Chi ha il mare porta una croce") è una delle frasi che meglio rappresenta il senso di questo brano, dove l'autore intende esprimere che chi ha la fortuna di essere nato in questi luoghi ha di conseguenza una sorta di peccato originale che per tutta la vita lo costringerà a pagare per questa sorte. Infatti, queste comunità ben sanno che quel mare è solo una ricchezza illusoria dalla quale solo gli occhi e il cuore ne traggono benefici. Il brano, come tutta la prima fase di Daniele, è impreziosito dalla presenza di musicisti di altissimo livello come Rino Zurzolo, Rosario Jermano e James Senese, i quali - in particolare nella tournée del 1981 (dove erano presenti anche Tony Esposito, Joe Amoruso e Tullio De Piscopo) - si esaltano in questo brano con un eccezionale assolo al sax che rende ancor più magica l'atmosfera unica di questa perla.