Il monumento a Garibaldi. Il 30 Aprile, dovunque, nei palazzi dell'aristocrazia, nei miseri abituri, sventolavano bandiere, arazzi e tele multicolori; alcune facciate erano completamente ricoperte di fiori. Fin dalle prime ore del mattino le note melodiose delle Bande che giungevano in Macerata, risuonavano piacevoli nell'animo dei presenti, tantochè nessuno aveva l'aspetto malinconico. Verso le 10 molte associazioni con Bandiere, parecchie bande ed un numero straordinario di persone si recarono alla stazione per ricevere l'illustre filosofo Giovanni Bovio. L'ansietà, il desiderio di acclamarlo era tale, che nell'aspettativa, si udivano o da una parte o dall'altra emettere grida di plauso all'indirizzo dell'on. Bovio. E quando il fischio del vapore ne annunciò l'arrivo, fu un momento indescrivibile; i cuori battevano all'unisono, e dall'emozione, dalla gioia non si poteva gridare a squarciagola perchè la parola rimaneva strozzata dalla piena dell'entusiasmo. Gli studenti universitari abbracciarono il padre della scienza, il Bovio, che commosso salutava rispettosamente. E dalla Stazione la folla seguì la carrozza, dove prese posto il Bovio, insieme al Sindaco, al Sig. Pietro Natali, acclamandolo freneticamente. Alle 10.40 incominciò a formarsi il corteo, il quale superava di un chilometro ed era composto di circa 7000 persone. C'erano 180 bandiere ed un centinaio di corone, fra le quali la migliore quella della Banda Comunale di Macerata. Alle 11.20 il corteo mosse da Porta Mercato attraversando Piazza Mazzini, Via Corso Vecchio, Piazzale Morichi, Via Mozzi, Traversa Illuminati, parte di Via Garibaldi, Via Tommaso Lauri, Via Cre- scimbeni, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Vittorio Emanuele, Via Giordano Bruno, Via Tommaso Lauri, Via Garibaldi, giungendo fin fuori la Barriera di Porta Romana. L'inno di Garibaldi, che durante il tragitto veniva eseguito da 29 bande e due fanfare, si ripercuoteva nell'animo dei cittadini, che plaudivano gridando: Viva Giuseppe Garibaldi! www.maceratando.com