Estratto sonoro dall'installazione Breathless: "Abbiamo voluto indagare le dinamiche corticali che presiedono all’organizzazione del nostro pensiero e alla sua verbalizzazione secondo le normali regole grammaticali. Abbiamo voluto stabilire un ponte, un'analogia, fra come queste dinamiche si svolgono nel nostro cervello e come potrebbe invece un microprocessore riuscire a fare la stessa cosa.Breathless è un computer assemblato sul pavimento in maniera spoglia ed essenziale che legge dalla sua memoria alcune nostre poesie. Non viene riprodotto un suono registrato, ma la voce "propria" del microprocessore che sintetizza le parole al momento. Paradossalmente le poesie hanno una forte componente umana e la macchina le legge con una voce mal modulata, a tratti incerta, ma molto calda e profonda. Ciò che più colpisce e inquieta è la sensazione di primordialità che questa "soffice voce meccanica" riesce ad evocare