Audioguida a cura di eArs
3. SALA DA PRANZO - PARTE 1
Le sale da pranzo sono sia luoghi d’incontro, sia ambienti riservati e Summa era solito invitare qui solo pochi amici intimi.
In questa sala, incontriamo Franco faccia a faccia, o meglio, troviamo il suo ritratto. Rivolgetevi verso l’ingresso da cui siete entrati e cercate sulla destra una grande tela dorata: l’Autoritratto genealogico.
Summa si raffigura sullo sfondo del Partenone, il volto mutato in quello di un Efebo - la raffigurazione ideale del giovane uomo nella statuaria greca. Sul fondo, i poliedri di Leonardo da Vinci, un tetto a capanna e un sole multicolore. È la sua trasfigurazione attraverso l’arte, le cui origini si radicano nei secoli passati.
Spazio di convivialità, la sala da pranzo ospita anche opere di altri artisti: nella parete opposta rispetto all’autoritratto, in basso, vediamo alcune piccole cornici. Sono una selezione dei 28 Omaggi inviati nel 2016 a Summa da amici tra cui Ugo La Pietra ed Ettore Spalletti. Li ritroverete poi più avanti, nel corridoio che porta alla camera da letto.
Per le persone con cui sentiva affinità, Summa realizzò una maglia arcobaleno rappresentata nei quadri a pastello che potete trovare in alto, sopra agli Omaggi. Dovete alzare bene la testa per vederli, esattamente come avvenne la prima volta che furono presentati nel 1978 alla galleria Taide di Salerno, per la installazione-performance Pensierazione -oggi nella collezione della Fondazione Maxxi Museo nazionale delle arti del XXI secolo. In quell’occasione, l’artista aveva intenzionalmente lasciato a terra i residui dei pastelli usati per i quadri. I visitatori - con lo sguardo rivolto all’insù - li calpestavano e, camminando per lo spazio, ne diffondevano i colori sul pavimento che divenne via via più colorato col procedere del tempo.
Con quest’intervento l’artista intese rendere chiaro come l’opera d’arte non fosse un fatto compiuto, ma un elemento in divenire, la cui forma si estende alle persone che interagiscono con essa - consapevolmente o no.