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Patrick ci pone una domanda molto interessante: "È giusto che una persona, anche con un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), non utilizzi organizzatori grafici (come le mappe) per studiare?".La risposta è un sì, ma con alcune distinzioni importanti su come avviene l'acquisizione dei concetti. Ecco i punti chiave emersi dalla riflessione:1. Acquisire informazioni in modo attivo 📖✨Studiare non significa solo creare mappe. Esistono strategie attive che si possono applicare direttamente sul testo (codice ICF d132):

2. Il criterio del risultato 🎯✅È possibile non usare schemi? Sì, ma dipende dal risultato:3. Autonomia e strumenti compensativi 🛠️💪Anche se uno studente ha diritto agli strumenti compensativi (come le mappe), può scegliere di non usarli se questo non pregiudica la sua capacità di rispondere alle richieste del contesto reale. L'importante è che la scelta sia consapevole e funzionale all'obiettivo finale: l'apprendimento vero.Una riflessione per noi 🧘‍♂️Il metodo di studio non è una formula fissa, ma un abito su misura. Se un ragazzo riesce a rendere il libro uno strumento vivo attraverso colori e domande, sta comunque compiendo un'azione di studio profonda.
E tu? Hai mai provato a studiare "solo" lavorando sul libro senza creare schemi esterni? Cosa pensi influisca di più sulla riuscita di questo metodo?Scrivicelo nei commenti! Le vostre esperienze aiutano tutti noi a esplorare nuovi modi di imparare. 🏆 👋
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