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Description

Sinossi
Una crepa nel soffitto di una stanza qualunque si apre come una ferita nel cielo domestico. Da quella fessura filtra una luce blu, un colore che non appartiene al mondo reale ma che il protagonista riconosce da sempre: è il colore interiore di sua figlia, il luogo invisibile in cui lei si rifugia da anni.  
Attraversare la crepa significa pagare un prezzo. Ogni passo nel Mondo Blu gli sottrae qualcosa: un ricordo, l’equilibrio, la stabilità del corpo. Ma lo conduce finalmente dentro il territorio mentale in cui sua figlia vive le sue paure, le sue voci, le sue presenze.  
Il Mondo Blu è fatto di pensieri solidificati, di strade che si piegano, di creature che ripetono lallazioni infantili, di Ombre Urlanti che incarnano le sue angosce quotidiane. È un paesaggio psichico in cui ogni figura è un simbolo: la gabbia sospesa che trattiene il fratello, le voci che non la lasciano dormire, il nome inquietante di Rimat, che lei vede ovunque e che rappresenta la forma che la solitudine ha scelto per farsi riconoscere.  
Il padre attraversa tutto questo come un pellegrino. Non combatte: riconosce, nomina, scioglie. Cammina tra le Ombre, affronta le creature, libera il simbolo del figlio, e infine raggiunge Rimat per dissolverlo con una verità semplice e disarmante.  
Quando il nome nuovo — Aren — appare come una possibilità di luce, il Mondo Blu comincia a cedere. Aren è reale, è fuori, è una presenza buona. È il ponte che può riportare sua figlia nel mondo che non fa male.  
Il padre la trova, la chiama, la guida verso la crepa che ora è un varco di ritorno. Lei esce. Lui resta. Perché ogni padre, quando serve, è disposto a restare nel buio pur di vedere sua figlia camminare nella luce.  
Nel silenzio finale, il Mondo Blu non è più un incubo: diventa un giardino da custodire. Il padre rimane come guardiano, per impedire che quel mondo torni a cercarla. E il suo ultimo gesto è un atto d’amore assoluto: custodire la crepa, chiuderla, e lasciarla vivere.


Biografia dell’autore Giulio Antonello Santonocito è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale H – Acca, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in Giurisprudenza e in Scienze e tecniche psicologiche, ha approfondito l’ambito dell’inclusione scolastica e dell’educazione speciale, affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come Dario Fo e Franca Rame, e ha conseguito un Master in regia teatrale con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’Accademia nazionale del cinema di Bologna) e realizzato il podcast “Voci dal mito”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui Balafòn e il centro interculturale Abusuan. Cura il blog personale “Santonocito blog – maddeché” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.