Il Cinema non è un salotto per anime sensibiliSmettetela di scandalizzarvi: la lingua nel cinema non è un accessorio, è scenografia emotiva. La ricerca prodotta dal team di VIRUS CHAT chiarisce fin da subito che le parolacce non sono un errore di percorso, ma uno strumento di precisione chirurgica. Chi liquida la volgarità come "degrado culturale" ha una visione riduttiva della realtà. Il punto non è se usarle, ma come usarle per non risultare dei dilettanti della scrittura.Il "Costume Linguistico": se parli bene, sei fintoLa ricerca sottolinea un concetto fondamentale: il lessico è carattere. Se un personaggio vive in un cantiere o in una caserma e parla come un accademico della Crusca, il film è un fallimento in termini di verosimiglianza. Lo staff di VIRUS CHAT definisce il turpiloquio come un vero e proprio “costume linguistico”: serve a dare ritmo, a creare quella "percussione" verbale che chiude una battuta o fa esplodere una tensione. Senza la parolaccia giusta al momento giusto, molti dialoghi cult sarebbero flaccidi e senza vita.